Mi perdo e mi ritrovo negli Sigur ròs!

olsen olsen-Sigur ròs

Anni fa guardai il film Vanilla sky e in alcune immagini finali se ricordo bene, ascoltai untitled 4 degli Sigur ròs. Senza appassionarmi troppo alla loro biografia mi avvicinai alla loro musica e a questo genere di musica a mio parere unico e difficilmente imitabile, non mi parlate di Bjork e vari, non li comprendo, è un mio limite. Ma loro si, li comprendo, anche se a volte Jonsi canta in una lingua inventata da lui. Perchè è la musica a parlare nei loro album. E così mi appassiona l’idea di visitare le terre d’Islanda, mi appassiona l’emarginazione di questo ragazzo cieco ad un occhio che ne ha fatto della sua vita un capolavoro, insieme agli amici e componenti della band, insieme all’amore di un altro ragazzo  e nella passione per la cucina vegana. Tutte queste piccole e grandi cose si sentono nelle loro musiche, evasione, emarginazione, estraniamento, passione, amore, ma anche tristezza, cupidigia e sentimenti oscuri e intensi. Frank Zappa diceva che parlare di musica è come ballare di architettura, e gli dò tutte le ragioni, ma a me questi qui mi fanno venir voglia di parlare e di diffondere una musica che se anche è solo da ascoltare in silenzio e solitudine ha il bisogno di essere narrata e condivisa. Mi perderò sempre in questa musica, ma allo stesso momento ne ritroverò l’espressione e la passione della vita in cui credo!

M.

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