Il vero Zayn Malik.

Sono passati mesi ormai da quando Zayn Malik ha deciso di lasciare la boyband più famosa degli ultimi anni, i One Direction. Sono anche mesi e settimane in cui avrei voluto esprimere il mio punto di vista, quello di una quasi 30enne che il 25 marzo 2015 ha appoggiato in pieno la sua decisione, ma avevo troppe poche informazioni sul “vero” Zayn Malik, conoscevo solo quello che l’immagine di un performer di una boyband poteva esprimere attraverso un management rigido. Il resto lo avevo intuito da me, già da prima che lasciasse la band avevo notato il suo talento unico e la sua immagine da copertina con tanto di tatuaggi e fascino asiatico, e come me altre persone non fan della band. Due giorni fa Zayn ha rilasciato la prima importante intervista che annuncia il suo futuro, la sua carriera, la sua libertà di espressione attraverso musica e parole, ma soprattutto avendo alle spalle finalmente persone affidabili e professionisti veri. Ho parlato spesso del “ciclo delle boyband”, un gruppo di sconosciuti che  messo insieme può far funzionare l’industria musicale con l’appoggio di tante ragazzine  che ne fanno una loro ragione di vita. In adolescenza tutti abbiamo conosciuto questa fase, anche non facendone parte ma avendo una compagna di classe a scuola che fosse sotto “questo effetto boyband”. Sono nati film e libri su questi fenomeni,  “Sposerò Simon LeBon” resta il mio film preferito in questo caso. In genere poi il ciclo della boyband si conclude poco dopo che uno dei membri decide di lasciare il gruppo, per poi magari tornare anni dopo. Qui però non si parla del nuovo Justin Timblerlake o del nuovo Robbie Williams, che avevano già capacità di leadership e avevano lasciato con molta più “leggerezza” i loro compagni. Qui Zayn ha dichiarato di essersi sentito oppresso nel mondo che gli avevano costruito intorno e pur volendo dare un appoggio musicalmente alla band gli era sempre stato negato tutto, e ora ha finalmente incominciato la “sua” carriera, la carriera che davvero conta. Qualcuno direbbe che Zayn è fortunato, ed ora è facile avviare una carriera essendo già alquanto famoso tra le teenagers, ha guadagnato bei soldi facendo parte di una band in cui a quanto pare contasse solo la sua immagine, perchè le poche note che gli permettevano di cantare erano una discriminazione nei confronti del suo talento. Io dico invece che Zayn ora è pronto ad entrare in un pubblico più maturo,  il personaggio che stiamo per conoscere è ancora più interessante di quello che ha avuto successo negli scorsi quattro anni, e che se non fosse stato per i One Direction Zayn avrebbe trovato un altro modo per farsi conoscere. In un video di soli 2 minuti e nell’intervista rilasciata dalla rivista “Fader”  Zayn è riuscito nel suo intento di far sapere alle persone che è un ragazzo che ha passione in ciò che fa e che è stato influenzato dalla migliore musica degli anni ’90, che è fiero delle sue origini e di essere un personaggio pubblico di fede musulmana. Ha parlato della sua vita come cantante in una boyband con parole sincere: “If I would sing a hook or a verse slightly R&B, or slightly myself, it would always be recorded 50 times until there was a straight version that was pop, generic as fuck, so they could use that version. Whenever I would suggest something, it was like it didn’t fit us. There was just a general conception that the management already had of what they want for the band, and I just wasn’t convinced with what we were selling. I wasn’t 100 percent behind the music. It wasn’t me.

  “Non sentirsi parte di qualcosa pur facendone parte”, Zayn parla a tutti quelli che vivono una sensazione di insofferenza e devono cambiar strada prima che sia troppo tardi. Come dargli torto! Facendo chiarezza sulla sua vita nella band ha però messo in chiaro che ciò che viveva con i suoi quattro “colleghi” era la parte ovviamente divertente di quel lavoro e pur avendo preso delle distanze necessarie da loro, in futuro potrà comunque esserci una speranza di collaborazione almeno con Liam Payne, che a mio avviso è sempre stato l’amico più vicino a Zayn in questi anni “I spoke to Liam about two weeks ago,” Zayn says. “It was the first time I’d spoken to him since I left the band, and I rung him, and he wanted to talk. He said that he didn’t understand it at the time, but he now fully gets why I had to do what I did. He understands that it’s my thing, that I had to do that, and that basically he wants to meet up and sit down and have a good chat in person, and he wants to do some music and work on some stuff aside from being in the band, which we always wanted to do anyway.”

Ma alla fine ciò che conta più di tutto è la musica, e in quel breve video possiamo ascoltare un po’ del primo singolo di Malik, “Befour” che sembra già un misto di The XX e di qualche pezzo della colonna sonora del film “Drive”. Zayn però sa quale sono le sue influenze ma non ancora il suo genere e nell’album potremmo trovare un bel mix “The album—I have a name for it in my head right now, but I don’t want to tell you what the album name is—all the songs are different genres,” he says. “They don’t really fit a specific type of music. They’re not like, ‘This is funk, this is soul, this is upbeat, this is a dance tune.’ Nothing is like that. I don’t really know what my style is yet. I’m kind of just showing what my influences are. Depending on what the reaction is, then I’ll go somewhere with that. If people like that I’m a bit more R&B, then I’ll do more R&B on my next album. If they like the fact that there’s reggae on there, I might do more reggae. It’s just depending on what they want and what I feel comfortable with at the time. I might even have a rock tune on the album, but it’s kind of like R&B-rock.”

Aiutato dal produttore di John Legend e Frank Ocean, James “Malay” Ho, Zayn rilascia già qualche titolo a “Fader” e qualche esperienza affrontata nel processo di lavorazione, come quando hanno registrato in una tenda nei boschi californiani o affittando uno studio qualsiasi in una notte a Las Vegas. Ciò che nè è uscito è un album di introduzione alla sua carriera, ma soprattutto il primo lavoro personale in cui può liberamente scrivere anche una canzone dal punto di vista del padre.

Un anno fa speravo che Zayn Malik venisse notato di più dentro e fuori la band, oggi posso affermare che sta accadendo quello che davvero speravo e senza aver ancora in mano nulla, scommetto che si parlerà di Zayn, al di fuori del fandom dei One direction, non solo per il suo bell’aspetto o per le accuse terribili di essere un terrorista perchè musulmano, ma per la sua musica e per il suo voler esprimere sè stesso nel modo più naturale possibile, attraverso la libertà.

M.

Foto e video: Fader Magazine:

 

 

 

 

 

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