Grazie LaLaLand!

(Questa non è una recensione, è semplicemente un post di una persona che ha letteralmente amato il film…sì, anche il finale!)

Ho guardato LaLaLand con gli occhi con cui da bambina (aspirante ballerina) guardavo Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi, Un giorno a New York ecc. Ma se quei film li guardavo soprattutto per ammirare la bravura di Gene Kelly, questo mi ha lasciato una sensazione diversa. Mi ha fatta innamorare. Mi ha fatta innamorare di innumerevoli cose, della storia, della fotografia, di Emma Stone (perchè di Ryan Gosling già lo ero da tempo), della musica (ho ordinato il vinile prima ancora della sua uscita e su questo blog avevo già parlato della mia ossessione per la colonna sonora).

Insomma, tanta e tanta positività, che cerco costantemente nelle mie giornate. Sono ovviamente a favore dei Musical, ma non amo tutti i musical , quindi questo film era comunque anche per me una grande scommessa. LaLaLand mi ha fatto capire come funzionano i sogni degli artisti, come a volte si possano anche realizzare. Ma mi ha anche parlato dell’amore e quanto si possa dare e ricevere, anche se non tutto dovesse funzionare. Mia e Sebastian si sono innamorati e aiutati a vicenda per raggiungere il sogno, mettendo da parte anche se stessi, e a volte bisogna scegliere da che parte andare. 

Ho amato che la danza e il canto non fossero sempre perfetti, odio la perfezione e la convinzione che la danza e il canto debbano per forza seguire solo delle regole. 

Ho amato l’irrealtà nella realtà in molte scene, tra cui quella già iconica del Planetario.

Ho amato che Damien Chazelle (il regista), abbia deciso di registrare delle canzoni direttamente dal vivo.

Ho amato la decrizione di Sebastian sulla nascita del Jazz, tanto che mi è venuta voglia di impararne di più.

C’è bisogno di film per sognatori, perchè penso che una bella fetta di noi (mi includo) faccia parte di questo mondo.

Non ho pretese da “La La Land merita tutti gli Oscar” perchè per me li ha già vinti tutti.

Grazie Damien, Grazie LaLaLand!

(ah e se potete guardatelo anche in lingua originale)

M.

Rory, non sei un mostro. (Commento Gilmore Girls A year in the life)

(Se non avete visto le quattro nuove puntate di Gilmore Girls non continuate a leggere)

Ho finito ieri di vedere i quattro nuovi episodi del Revival, se così vogliamo chiamarlo, di Gilmore Girls. Più che un revival è una vera e propria nuova stagione, e ovviamente necessitiamo di un seguito, dato il finale.  Ci ho messo un pò a metabolizzare il tutto, non perchè non mi sia piaciuto, anzi, sono una delle poche che ha trovato incredibilmente piacevoli gli ultimi due episodi. 

Non voglio fare un analisi di tutti e quattro gli episodi, voglio solo pensare a quello che Lorelai e soprattutto Rory, mi hanno trasmesso attraverso questo percorso psicologico dei loro personaggi. Ho letto da svariate parti il disappunto sullo “sviluppo” o “non sviluppo” del personaggio di Rory e permettetemi di dire anche la mia.

Ho solo un paio di anni in meno di Rory, nelle stagioni precedenti ci è sempre stata descritta una Rory modello, una dalle grandi capacità, diciamo pure semplicemente che era una che si impegnava davvero a scuola, quindi avendo dei nonni facoltosi, ha avuto la possibilità di far fruttare il suo dono. Il campo letterario non è assolutamente un campo facile lavorativamente parlando, tutti possono scrivere senza troppi problemi, c’è chi lo fa meglio di altri, ma le gerarchie esistono ovunque e Rory, persino lei, ha avuto difficolà a farsi davvero un nome nel mondo del giornalismo.

Certo è che la fine dell’ottava stagione ci aveva fatto immaginare una carriera tutta rose e fiori, ma a quanto pare la Palladino l’ultima stagione non l’ha neanche vista quindi…!

La Rory che abbiamo visto crescere non era poi così irreale, anche se a volte è stata esaltata troppo per la sua voglia di fare, a differenza di chi poi? Di Lorelai, che invece ha costruito tutto da sola, davvero dal nulla.

I momenti che mi  piacquero di più delle stagioni passate erano proprio quelli in cui Rory era imperfetta: nella relazione con Jess, quando andò a letto con Dean, che era sposato, e quando addirittura fu arrestata e lasciò Yale. Tutti momenti in cui abbiamo visto un po’ di imperfezioni e abbiamo atteso le sue reazioni.

In questi quattro capitoli io ho rivisto la Rory di questi errori passati e l’ho vista così umana e vicina a noi. La storia di Paul fa chiaramente sorridere, ed è pur sempre un telefilm, quindi si può sorpassare sul fatto che lei lo dimentichi sempre. Capisco il voler essere  giudiziosi sul fatto che lei lo tradisca con il suo ex, Logan. Il tradimento non è mai una cosa piacevole e non lo ammetto in nessuna forma, ma ci sono dei motivi anche qui. Lei Paul lo deve lasciare.

Sono piuttosto convinta che Logan abbia una relazione aperta con la donna che sposerà, lo fece anche con Rory quando frequentavano a Yale. Il personaggio di Logan credo che sia comunque rimasto fedele a se stesso, in fondo le persone difficilmente cambiano del tutto. Accettò di lavorare per la famiglia e ora accetta di sposare una donna per il volere della famiglia. Sarà stato anche un ragazzo ribelle, in giovanissima età, ma alla fine ha sempre goduto dello status di ricco e lo ha sempre preferito a tutto il resto, anche a Rory.

Il padre di Rory non è molto diverso da Logan e credo che in questo ci sia una somiglianza molto forte, che ora si andrà a riflettere sulla gravidanza di Rory (perchè voglio credere che il bambino non sia frutto dell’avventura di una notte newyorkese).

I 30 ANNI VISTI NON DALLA GANG DEI TRENTENNI.

Assolutamente normale è cambiare strada a 30 anni. Lo è normale anche a 40, al giorno d’oggi, e Rory ha semplicemente cambiato rotta, ha visto com’è il mondo lì fuori e a volte, è più importante capire che non bisogna insistere per forza con un desiderio piuttosto che perdere se stessi pur di realizzarlo. Ma il suo sogno non è finito comunque, Rory ama scrivere, ama raccontare ciò che l’appassiona e Jess è intervenuto nel momento migliore per aiutarla.

Jess, un personaggio che abbiamo visto relativamente poco, in tutte le stagioni, ma che ho amato tanto per la sua crescita e sono convinta che, se ci sarà un seguito, lui sarà finalmente la chiave di tutto… il lieto fine di Rory, anche se questo significherà dover affrontare un cammino difficile, data la situazione in cui abbiamo lasciato Rory. Non ho perso le speranze, Jess in quelle poche immagini ha rivelato più amore lui verso Rory, che in tutti gli sguardi di compassione di Logan.

Insomma Rory, per me, ha vissuto un cammino assolutamente normale per una giovane donna. Si è scontrata con la realtà, ha avuto momenti di depressione, ha avuto momenti di gioia e ora ha un futuro di mamma single che l’attende, con una carriera incerta. Vi ricorda qualcuno? Per me in questo la Palladino è stata geniale, ci ha stupito con un parallelismo azzeccatissimo. Certo è che Rory di anni ne ha 32 e non 16 come fu per Lorelai, ma i due personaggi anche se molto simili sono comunque un po’ diversi, e sarà bello vedere come il suo cammino si evolverà.

IL LIBRO DI RORY:

La paura di Lorelai di vedere la sua vita messa su carta è un qualcosa su cui riflettere. Di cosa ha paura, quando la sua storia è ormai così famosa nella cittadina e nei dintorni? Tanto che esiste addirittura un articolo sul giornale di Stars Hollow di quando scappò di casa incinta di Rory. Lorelai è quel personaggio che non si finirà di scoprire mai, si arrabbia per le cose meno ovvie, e quando lo fa, non torna subito indietro a chiedere scusa, ci vuole sempre del tempo perchè perdoni e metta tutto da parte. Lo fa da figlia, con le innumerevoli volte in cui ha umiliato la madre, e lo fa da madre, negli unici momenti in cui non la vediamo come amica, ma come mamma di Rory. Tutti noi credo che ora vorremmo davvero leggere questo libro: “Gilmore Girls” senza “The“.

PARENTESI SUGLI ALTRI PERSONAGGI:

Lorelai vive anche lei un cammino psicologico lineare e emozionante, guidato il tutto dalla morte del padre, e parallelamente vediamo Emily fare lo stesso, affrontare il lutto a modo suo. Emily abbandona lo status di moglie e inizia a vivere solo per ciò che potrà aiutarla ad andare avanti senza l’aiuto del marito. Lorelai si incammina finalmente nello status di moglie invece e non lo fa in modo convenzionale, come il suo solito.

Molto dispiaciuta dell’unica scena con Sukie. Il personaggio di Lorelai ne ha risentito molto e anche il DragonFly, ma per fortuna c’era Michel a tener fronte a tutto, anche con la sua voglia di crescere professionalmente. (Particolarmente bella la conversazione nel “bar segreto”).

Luke, il mio personaggio preferito da sempre. Un uomo tutto d’un pezzo ma anche un gran tenerone sotto la flanella. Il suo rapporto con Jess è sempre al top negli ultimi anni e la sua avversione verso i moderni clienti della tavola calda resta sempre un suo marchio di fabbrica che nessuno cambierà. Sono assolutamente innamorata di questo pesonaggio, che ha saputo sopportare tutte le donne della sua vita, da Lorelai ad April, e che considera Rory come una figlia. Lui che di pazienza sembra non averne per nessuno, in realtà ne ha solo per chi conta davvero.

Divertente come sempre rivedere Paris, Doyle, Lane e la sua band, tutti sempre più isterici e divertenti. Grande spazio a Kirk proprio perchè non si può immaginare Stars Hollow senza lui e senza Taylor.

La cittadina più o meno è rimasta la stessa, a parte i chili di Miss Patty.

Un appunto sul fidanzato perfetto, Dean, che torna con una scenetta dal passato. Bravo ragazzo sempre, pieno di figli e felice della sua vita tranquilla. Cosa c’è di meglio che incontrare la tua prima fidanzata e farle vedere che la tua vita è davvero felice? Ma Dean non è uno che ti spiattella in faccia la sua fortuna, lui ci tiene e ci terrà sempre a Rory, la porta nel cuore senza rancore ormai.

Richard, il compianto Edward Herrmann, ci è mancato molto. Lo abbiamo anche ascoltato e quasi ne sentivamo davvero il bisogno di sentire il suo simpatico modo di chiamare Emily , Lorelai e Rory. Persino il suo dolce pensiero verso un successo professionale di Luke.

Per me che ho amato Parenthood e Smash e adoro Sutton Foster, ho trovato molto divertente il loro inserimento, anche se il musical è stato davvero troppo lungo. Preferivo che il vero Paul Anka e Carole King si cimentassero in un duetto, a quel punto.

CONCLUSIONE:

La conclusione è che per me una conclusione non c’è. Ci dovrà per forza essere un continuo, gli spunti per andare avanti ci sono tutti, e non sono neanche così malvagi come si crede. 

Quattro stagioni che sono state un crescendo continuo. Un cammino psicologico bellissimo sia di Lorelai, sia di Emily, sia di Rory, quest’ultima con i suoi problemi, errori, ma anche con la sua spiccata voglia di voler bene agli altri. E perdonala Paul!…chiunque tu sia stato per lei.

In Omnia Paratus

Marina

una-mamma-per-amica-padre-bambino-rory

Captain America Civil War: Avengers Outlaw!

Se non avete visto il film non continuate questa lettura…SPOILER ALERT!

Finalmente ho visto l’attesissimo Civil War . Premetto sempre che sono ignorante in fumetti, comics o come vogliate chiamarli. Quello che ho visto è a mio parere un ottimo prodotto Marvel e soprattutto un ottimo lavoro di squadra. Si, perchè mentre i personaggi litigano sul set, dietro la macchina da presa, gli attori e i Fratelli Russo, ci regalano uno spettacolo fatto davvero ad arte-blockbuster. Non so voi, ma le scene di combattimento (numerose come annunciato) sono state davvero da super- intrattenimento e tutte ricche di particolari affascinanti. Ho guardato il film prima di tutto pensando di volermi godere queste scene in alta definizione, come fu per Winter Soldier e devo dire che non mi ha delusa per nulla!

La trama la conoscete sicuramente. In casa Avengers, mamma e papà iniziano a litigare, ovvero le due personalità di spicco, Stark ( Robert Downey Jr)  e Rogers ( Chris Evans), che non sono comunque mai andati troppo d’accordo. C’è da rispettare la legge nel momento in cui gli Avengers nelle loro missioni hanno ucciso troppi innocenti (ma salvandone anche molti). C’è da firmare un protocollo per garantire la sicurezza pubblica e così controllare le mosse degli avengers, ma Steve non è d’accordo e Tony critica le sue idee credendo che Captain America non meriti di esser più chiamato tale. Steve in fondo è uno che ha vissuto la vita da soldato e sa cosa succede durante i tentativi di salvare l’umanità in battaglia. Ma è anche sconvolto dalla morte di Peggy e  dalla comparsa di Bucky (Sebastian Stan), le uniche due certezze della sua vita passata! Deve agire in quel che crede e non in quel che gli viene imposto. Paradossalmente Stark vuol rigare dritto, colpito nel profondo dalla storia di un giovane ricercatore morto in Sokovia raccontatagli dalla madre dello stesso.

Le emozioni muovono questa battaglia in “casa” e una battaglia non è tale se non ci sono delle fazioni. E così il film diventa un agglomerato di battaglie ed inseguimenti sulla legge del più forte ma anche del più coraggioso! Niente male davvero!

L’introduzione di Black Panther (Chadwick Boseman) mi ha colpito molto di più di quella di Spiderman. La differenza sta nel fatto che di Black Panther non sapevo cosa aspettarmi, in Spiderman più o meno sì. T’Challa è presentato in un modo molto regale e rispettoso, le sue abilità, la sua forza e eleganza mi hanno rapita letteralmente. E anche il suo costume anti-tuttelearmipossibili mi ha stupita e non poco! Un personaggio che sicuramente attendo di vedere nel suo film del 2018.

Spiderman (Tom Holland) è davvero un bimbo-ragno. Reclutato da Tony, con qualche timore inizialmente da parte del ragazzo (che deve pur fare i compiti), diventa poi un’esibizionista che vuole far colpo con le sue abilità e la sua chiacchiera nervosa. Ma è divertente per la sua innocenza e intrattiene quel pò nella scena del combattimento in aeroporto.

Sokovia ha cambiato la vita anche di Zemo (Daniel Brühl), che diventa spietato e controlla i soldati d’inverno. Bucky è ancora una volta il protagonista ignaro dei suoi disastri. Steve cerca di salvarlo in tutti i modi possibili, anche nel momento in cui Tony scopre che i suoi genitori sono stati uccisi dalle mani di Bucky. La scena forse più forte e carica di dolore è stata quando Tony cerca di portare l’attenzione di Steve al fatto che suo padre gli deve tutto, persino il suo prezioso scudo, ma Steve è convinto che il suo ruolo di Capitano non sia importante quanto il suo affetto per Bucky.

Insomma pur di difendere delle ideologie personali vedremo gli avengers dividersi, picchiarsi, essere internati e scappare da fuorilegge in terre lontante e c’è molta eccitazione in questa nuova strada intrapresa da Steve.

Ant-Man (Paul Rudd) , War Machine (Don Cheadle), Falcon (Anthony Mackie) , Occhio di Falco (Jeremy Renner) e Visione (Paul Bettany)  hanno tutti abbondante spazio nella trama del film, ben giocata davvero dalla sceneggiatura e dalla regia. Falcon, fedele spalla destra di Steve è così leggiadro con le sue ali, è divertente con il suo umorismo sferzante ed è super-tecnologico con il suo piccolo drone. War Machine dovrà far capo a delle conseguenze post – ballaglia che ci lasciano comunque speranzosi per il suo futuro. Ant-Man è letteralmente un genio pazzo e spiazza un pò tutti con la sua mossa segreta. Visione è un pò combina-guai, lui essere “perfetto”, che non aveva programmato il legame con gli umani. Occhio di falco sente di poter ancora dare qualcosa ai suoi compagni di scorribande eroiche e porta il suo contributo a Captain America con grinta.

Le donne: Non le solite donzelle in pericolo. Qui hanno gli attributi, da Scarlet Witch ( Elizabeth Olsen) dai suoi enormi poteri magici ai suoi sensi di colpa da sopprimere in battaglia. Black Widow ( Scarlett Johansson) , al fianco di Tony solo per placare gli animi e non deludere le aspettative del mondo verso i Vendicatori. Sharon Carter (Emily VanCamp) , nipote erediteria un po’ di tutto ciò di cui aveva a cuore Peggy. Forte e doppio-giochista davvero utile.

Ora siamo pronti per il futuro, Bucky si fa ibernare nella terra di Black Panther e chissà cosa ci aspetterà nei prossimi Avengers e nei prossimi prodotti Marvel.

Un film d’azione prima di tutto, ricco di supereroi ma molto ben gestito e non come il semi-disastro di Age of Ultron. La dualità tra Tony e Steve ci ha regalato tante scene su cui ragionare anche a più visioni del film. Gli avengers divisi e fuorilegge ci prospettano una nuova fase Marvel ricca di colpi di scena e nuove strade da intraprendere!

 

 

 

Saved by the bell reunion!

Jimmy Fallon questa settimana è inarrestabile, dopo il Superbowl e la sigla di Willy il principe di Bel Air, oggi ha riunito il cast di Bayside School e ha inserito anche un personaggio nuovo! Guardatelo che è davvero fantastico!

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