Rory, non sei un mostro. (Commento Gilmore Girls A year in the life)

(Se non avete visto le quattro nuove puntate di Gilmore Girls non continuate a leggere)

Ho finito ieri di vedere i quattro nuovi episodi del Revival, se così vogliamo chiamarlo, di Gilmore Girls. Più che un revival è una vera e propria nuova stagione, e ovviamente necessitiamo di un seguito, dato il finale.  Ci ho messo un pò a metabolizzare il tutto, non perchè non mi sia piaciuto, anzi, sono una delle poche che ha trovato incredibilmente piacevoli gli ultimi due episodi. 

Non voglio fare un analisi di tutti e quattro gli episodi, voglio solo pensare a quello che Lorelai e soprattutto Rory, mi hanno trasmesso attraverso questo percorso psicologico dei loro personaggi. Ho letto da svariate parti il disappunto sullo “sviluppo” o “non sviluppo” del personaggio di Rory e permettetemi di dire anche la mia.

Ho solo un paio di anni in meno di Rory, nelle stagioni precedenti ci è sempre stata descritta una Rory modello, una dalle grandi capacità, diciamo pure semplicemente che era una che si impegnava davvero a scuola, quindi avendo dei nonni facoltosi, ha avuto la possibilità di far fruttare il suo dono. Il campo letterario non è assolutamente un campo facile lavorativamente parlando, tutti possono scrivere senza troppi problemi, c’è chi lo fa meglio di altri, ma le gerarchie esistono ovunque e Rory, persino lei, ha avuto difficolà a farsi davvero un nome nel mondo del giornalismo.

Certo è che la fine dell’ottava stagione ci aveva fatto immaginare una carriera tutta rose e fiori, ma a quanto pare la Palladino l’ultima stagione non l’ha neanche vista quindi…!

La Rory che abbiamo visto crescere non era poi così irreale, anche se a volte è stata esaltata troppo per la sua voglia di fare, a differenza di chi poi? Di Lorelai, che invece ha costruito tutto da sola, davvero dal nulla.

I momenti che mi  piacquero di più delle stagioni passate erano proprio quelli in cui Rory era imperfetta: nella relazione con Jess, quando andò a letto con Dean, che era sposato, e quando addirittura fu arrestata e lasciò Yale. Tutti momenti in cui abbiamo visto un po’ di imperfezioni e abbiamo atteso le sue reazioni.

In questi quattro capitoli io ho rivisto la Rory di questi errori passati e l’ho vista così umana e vicina a noi. La storia di Paul fa chiaramente sorridere, ed è pur sempre un telefilm, quindi si può sorpassare sul fatto che lei lo dimentichi sempre. Capisco il voler essere  giudiziosi sul fatto che lei lo tradisca con il suo ex, Logan. Il tradimento non è mai una cosa piacevole e non lo ammetto in nessuna forma, ma ci sono dei motivi anche qui. Lei Paul lo deve lasciare.

Sono piuttosto convinta che Logan abbia una relazione aperta con la donna che sposerà, lo fece anche con Rory quando frequentavano a Yale. Il personaggio di Logan credo che sia comunque rimasto fedele a se stesso, in fondo le persone difficilmente cambiano del tutto. Accettò di lavorare per la famiglia e ora accetta di sposare una donna per il volere della famiglia. Sarà stato anche un ragazzo ribelle, in giovanissima età, ma alla fine ha sempre goduto dello status di ricco e lo ha sempre preferito a tutto il resto, anche a Rory.

Il padre di Rory non è molto diverso da Logan e credo che in questo ci sia una somiglianza molto forte, che ora si andrà a riflettere sulla gravidanza di Rory (perchè voglio credere che il bambino non sia frutto dell’avventura di una notte newyorkese).

I 30 ANNI VISTI NON DALLA GANG DEI TRENTENNI.

Assolutamente normale è cambiare strada a 30 anni. Lo è normale anche a 40, al giorno d’oggi, e Rory ha semplicemente cambiato rotta, ha visto com’è il mondo lì fuori e a volte, è più importante capire che non bisogna insistere per forza con un desiderio piuttosto che perdere se stessi pur di realizzarlo. Ma il suo sogno non è finito comunque, Rory ama scrivere, ama raccontare ciò che l’appassiona e Jess è intervenuto nel momento migliore per aiutarla.

Jess, un personaggio che abbiamo visto relativamente poco, in tutte le stagioni, ma che ho amato tanto per la sua crescita e sono convinta che, se ci sarà un seguito, lui sarà finalmente la chiave di tutto… il lieto fine di Rory, anche se questo significherà dover affrontare un cammino difficile, data la situazione in cui abbiamo lasciato Rory. Non ho perso le speranze, Jess in quelle poche immagini ha rivelato più amore lui verso Rory, che in tutti gli sguardi di compassione di Logan.

Insomma Rory, per me, ha vissuto un cammino assolutamente normale per una giovane donna. Si è scontrata con la realtà, ha avuto momenti di depressione, ha avuto momenti di gioia e ora ha un futuro di mamma single che l’attende, con una carriera incerta. Vi ricorda qualcuno? Per me in questo la Palladino è stata geniale, ci ha stupito con un parallelismo azzeccatissimo. Certo è che Rory di anni ne ha 32 e non 16 come fu per Lorelai, ma i due personaggi anche se molto simili sono comunque un po’ diversi, e sarà bello vedere come il suo cammino si evolverà.

IL LIBRO DI RORY:

La paura di Lorelai di vedere la sua vita messa su carta è un qualcosa su cui riflettere. Di cosa ha paura, quando la sua storia è ormai così famosa nella cittadina e nei dintorni? Tanto che esiste addirittura un articolo sul giornale di Stars Hollow di quando scappò di casa incinta di Rory. Lorelai è quel personaggio che non si finirà di scoprire mai, si arrabbia per le cose meno ovvie, e quando lo fa, non torna subito indietro a chiedere scusa, ci vuole sempre del tempo perchè perdoni e metta tutto da parte. Lo fa da figlia, con le innumerevoli volte in cui ha umiliato la madre, e lo fa da madre, negli unici momenti in cui non la vediamo come amica, ma come mamma di Rory. Tutti noi credo che ora vorremmo davvero leggere questo libro: “Gilmore Girls” senza “The“.

PARENTESI SUGLI ALTRI PERSONAGGI:

Lorelai vive anche lei un cammino psicologico lineare e emozionante, guidato il tutto dalla morte del padre, e parallelamente vediamo Emily fare lo stesso, affrontare il lutto a modo suo. Emily abbandona lo status di moglie e inizia a vivere solo per ciò che potrà aiutarla ad andare avanti senza l’aiuto del marito. Lorelai si incammina finalmente nello status di moglie invece e non lo fa in modo convenzionale, come il suo solito.

Molto dispiaciuta dell’unica scena con Sukie. Il personaggio di Lorelai ne ha risentito molto e anche il DragonFly, ma per fortuna c’era Michel a tener fronte a tutto, anche con la sua voglia di crescere professionalmente. (Particolarmente bella la conversazione nel “bar segreto”).

Luke, il mio personaggio preferito da sempre. Un uomo tutto d’un pezzo ma anche un gran tenerone sotto la flanella. Il suo rapporto con Jess è sempre al top negli ultimi anni e la sua avversione verso i moderni clienti della tavola calda resta sempre un suo marchio di fabbrica che nessuno cambierà. Sono assolutamente innamorata di questo pesonaggio, che ha saputo sopportare tutte le donne della sua vita, da Lorelai ad April, e che considera Rory come una figlia. Lui che di pazienza sembra non averne per nessuno, in realtà ne ha solo per chi conta davvero.

Divertente come sempre rivedere Paris, Doyle, Lane e la sua band, tutti sempre più isterici e divertenti. Grande spazio a Kirk proprio perchè non si può immaginare Stars Hollow senza lui e senza Taylor.

La cittadina più o meno è rimasta la stessa, a parte i chili di Miss Patty.

Un appunto sul fidanzato perfetto, Dean, che torna con una scenetta dal passato. Bravo ragazzo sempre, pieno di figli e felice della sua vita tranquilla. Cosa c’è di meglio che incontrare la tua prima fidanzata e farle vedere che la tua vita è davvero felice? Ma Dean non è uno che ti spiattella in faccia la sua fortuna, lui ci tiene e ci terrà sempre a Rory, la porta nel cuore senza rancore ormai.

Richard, il compianto Edward Herrmann, ci è mancato molto. Lo abbiamo anche ascoltato e quasi ne sentivamo davvero il bisogno di sentire il suo simpatico modo di chiamare Emily , Lorelai e Rory. Persino il suo dolce pensiero verso un successo professionale di Luke.

Per me che ho amato Parenthood e Smash e adoro Sutton Foster, ho trovato molto divertente il loro inserimento, anche se il musical è stato davvero troppo lungo. Preferivo che il vero Paul Anka e Carole King si cimentassero in un duetto, a quel punto.

CONCLUSIONE:

La conclusione è che per me una conclusione non c’è. Ci dovrà per forza essere un continuo, gli spunti per andare avanti ci sono tutti, e non sono neanche così malvagi come si crede. 

Quattro stagioni che sono state un crescendo continuo. Un cammino psicologico bellissimo sia di Lorelai, sia di Emily, sia di Rory, quest’ultima con i suoi problemi, errori, ma anche con la sua spiccata voglia di voler bene agli altri. E perdonala Paul!…chiunque tu sia stato per lei.

In Omnia Paratus

Marina

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